Anoressia nervosa

bulimia-nervosa

La Anoressia Nervosa è un disturbo dell’alimentazione caratterizzato dalla costante e determinata ricerca di magrezza e di perdita di peso, vista come un successo e non come un problema anche quando raggiunge livelli pericolosi per la salute.

L’Anoressia Nervosa si sviluppa solitamente a partire da una rigida osservanza di una dieta ferrea che comporta la riduzione delle quantità e delle qualità degli alimenti assunti e talora l’abolizione dei pasti. Nelle fasi iniziali, la persona prova una sensazione di euforia per il raggiungimento dell’obiettivo del dimagramento. Col proseguire del calo di peso, tuttavia, arriva a perdere il controllo sulla propria alimentazione e Il dimagramento prosegue. Nonostante sia sottopeso, la persona continua a percepire come “troppo grasse” alcune parti del proprio corpo come l’addome, le cosce e i glutei. Per questo motivo, seguita a mettere  in atto una serie di comportamenti finalizzati alla riduzione del peso e delle forme corporee. Tra questi comportamenti generalmente si riscontrano: digiuni prolungati, vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi o enteroclismi o diuretici, riduzione del numero dei pasti al giorno e attività fisica eccessiva.
Si possono distinguere due forme di Anoressia Nervosa:

  1. l’anoressia restrittivain cui sono presenti  digiuno e una intensa attività fisica;
  2. l’anoressia con bulimia, in cui compaiono delle abbuffate, cioè degli episodi in cui si mangia con la sensazione di avere perso il controllo sul cibo.

Le crisi bulimiche generalmente si presentano quando non è più possibile tollerare la fame prolungata. Per una persona con Anoressia Nervosa, tuttavia, l’abbuffata può consistere semplicemente in un episodio in cui ingerisce alcuni biscotti (abbuffate soggettive), non sono necessarie grandi quantità di cibo. Le abbuffate, inoltre, sono associate a sensi di colpa e vergogna e sono spesso seguite dal bisogno compulsivo di adottare meccanismi di compenso che permettano di arginare gli effetti sul peso come l’ abuso di lassativi e diuretici, vomito autoindotto e attività fisica intensiva
In alcuni casi il disturbo può manifestarsi per un breve periodo di tempo (es. qualche mese), in altri può diventare stabile e durare qualche anno; nel 10-20% dei soggetti questo disturbo tende a cronicizzarsi.

I sintomi in base ai quali è possibile sospettare di soffrire di Anoressia Nervosa sono:

  • mantenimento attivo del proprio peso al di sotto di un livello minimo di almeno l’85% del peso previsto sulla base delle proprie caratteristiche costituzionali;
  • forte paura di recuperare il peso perduto anche in presenza di una evidente denutrizione;
  • estrema preoccupazione per il proprio peso ed il proprio aspetto fisico, associata al bisogno ossessivo di controllare la forma ed il peso del proprio corpo, anche a costo di danni fisiologici evidenti;
  • amenorrea (assenza del ciclo mestruale) da almeno tre mesi, o in fase pre-puberale ritardo nella comparsa del ciclo mestruale.

In seguito al continuo e importante calo ponderale si può strutturare una vera e propriaossessione per il cibo. Le persone che soffrono di Anoressia Nervosa possono pensare ad esso quasi tutto il giorno, non è raro infatti trovare ragazze con anoressia nervosa che amano cucinare per i familiari, parlare continuamente di cose da mangiare o leggere libri sulla composizione degli alimenti.  Si possono, inoltre sviluppare dei veri e propri rituali stereotipati come contare le calorie, mangiare lentamente e sminuzzare il  cibo prima di ingerirlo.
Solitamente a questo si associa anche un elevato isolamento socialein quanto c’è la tendenza ad evitare qualsiasi situazione in cui si debba mangiare davanti ad altre persone (es. cene con amici, feste), mentre al contrario sembra essere più interessante lo studio e l’attività fisica.
La perdita di peso viene considerata  come segno del proprio valore personale e della propria forza, mentre l’aumento di peso viene percepito come un’inaccettabile perdita delle capacità di controllo e la dimostrazione tangibile della propria inadeguatezza.
Compaiono spesso sintomi depressivi, quali tristezza, disperazione, senso di colpa e irritabilità.
Un indice di massa corporea inferiore a 17.5 è sicuramente un segno di sottopeso particolarmente sospetto soprattutto se questo non può essere spiegato dalla presenza di malattie di altro genere.

L’Indice di Massa Corporea detto anche IMC o BMI (dall’inglese: Body Mass Index) è un numero che esprime il rapporto esistente tra il peso in chilogrammi di una persona ed il quadrato della sua altezza espressa in metri. L’IMC è considerato un indice molto più attendibile del solo peso corporeo per definire le caratteristiche fisiche di una persona. Per questo motivo viene di solito usato per la diagnosi delle patologie nutrizionali.
Per calcolare il vostro IMC:

  • Prendete il vostro peso in chilogrammi e dividetelo per la vostra altezza espressa in metri e moltiplicata al quadrato.

Il risultato sarà il vostro IMC.
La formula è:
IMC – BMI= Peso (kg) : Altezza (m)2
IMC – BMI= 45 : 1,70 x 1,70 = 15,5
Si considera normale un IMC compreso tra 18,5 e 24,9. Un IMC inferiore a 18,5 indica sottopeso, un IMC compreso tra 25 e 29,9 indica sovrappeso, mentre un IMC superiore a 30 indica obesità.

Se volete potete scaricare la tabella completa degli IMC

Esistono dei fattori di rischio (fisici, ambientali e di personalità) e non un solo fattore responsabile, nell’insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare. Alcuni di questi possono essere ad esempio l’obesità personale nell’infanzia, episodi di vita in cui si è stati presi in giro sull’alimentazione, disturbi dell’alimentazione in famiglia, frequentazione di ambienti ch enfatizzano la magrezza (es. moda, sport, palestre etc.), critiche familiari sull’alimentazione e molte altre soggettivamente percepite come critiche distruttive.