Disturbo bipolare

bipolare

Il disturbo bipolare, anche conosciuto come malattia maniaco depressiva, è caratterizzato da oscillazioni del tono dell’umore e della capacità di funzionamento della persona.
Per comprendere meglio la variabilità del tono dell’umore, immaginiamo che sia costituito da tre vettori: l’umore, il flusso delle idee ed il comportamento motorio. Se ci figuriamo questi tre elementi rivolti verso il basso, avremo un umore depresso, un rallentamento dei pensieri e poca voglia ed energia nel muoversi, ovvero lo stato depressivo. Se, invece, ci rappresentiamo i tre vettori orientati verso l’alto avremo un umore esaltato, una grandissima quantità di idee e una iperattività motoria, ossia lo stato dell’umore che viene definito maniacale. Nei casi in cui uno dei vettori è orientato in senso diverso rispetto agli altri avremo, infine, lo stato misto.
Il disturbo bipolare è caratterizzato da alternanza di uno stato depressivo e uno maniacale; infine quando la persona transita in modo non definitivo da uno stato all’altro (cioè non è completamente depresso né completamente in mania)  si può presentare, invece, lo stato misto.
Il disturbo bipolare, in quanto malattia, non deve essere confuso da quelli che comunemente si definiscono “alti” e “bassi”, stati assolutamente naturali e che la maggior parte delle persone sperimentano nella propria vita: gli stati percepiti da persone che soffrono del disturbo, infatti, sono tali da compromettere la propria professione e i rapporti interpersonali, arrivando a far aumentare il rischio di suicidio.
Il disturbo bipolare può essere curato; la cura del disturbo deve essere condotta da specialisti che conoscono bene tale malattia. Questa malattia è totalmente compatibile con una vita normale e produttiva, ma le cure cui ci si sottopone molto frequentemente durano per tutta la vita. Alla stessa stregua delle malattie cardiologiche e del diabete, infatti, il disturbo bipolare è una malattia di lunga durata che deve essere controllata costantemente durante vita della persona.

Nel disturbo bipolare sono presenti episodi depressivi e maniacali (o ipomaniacali).
I sintomi della depressione sono molto noti e conosciuti: umore depresso, pensieri negativi e senza speranza (es. “Non ce la farò mai!”;“Non c’è più speranza!”), sensazione di fatica e scarso senso soggettivo di energia, di non farcela nelle attività quotidiane, peggioramento dei sintomi tipicamente al risveglio (anche se vi sono delle eccezioni), risvegli notturni molto angosciosi con difficoltà a riprendere il sonno, idee di morte, inappetenza o in rari casi aumento dell’appetito, ridotta capacità di trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione, sensazione di essere incompresi,  calo del desiderio sessuale, difficoltà concentrarsi e a prestare attenzione, irritabilità.
E’ fondamentale distinguere la depressione dalla tristezza,che non è una malattia, ma un’emozione naturale umana, come dalla reazione psicologica ad un lutto (che non è necessariamente la morte di qualcuno, ma anche una perdita affettivamente significativa). La persona in quest’ultimo caso, infatti, reagisce positivamente alle sollecitazioni, ad esempio se siamo a lutto e un amico ci propone di uscire insieme, possiamo seppur con fatica accettare, e giovare della compagnia. Le persone che soffrono di depressione, se sollecitate hanno  frequentemente  un peggioramento transitorio e non riescono a beneficiare in nessun modo della proposta.
La mania, invece, si manifesta in modo abbastanza evidente, anche se con gradazioni diverse. I sintomi sono : umore elevato ed espansivo percepito dagli altri come inusuale,  comportamenti  disinibiti, facilità estrema a spendere del denaro, a fare acquisti, sensazione di energia quanto mai intensa e di senso di infaticabilità, allegria, iperattenzione ma con distraibilità, capacità di iniziare contemporaneamente tante attività ma con scarsa capacità di portarle a termine, comportamenti aggressivi e impulsivi con gravi conseguenze sia lavorative che personali, incremento della irrequietezza,  essere eccessivamente sopra le righe, eccessivo buon umore euforico,  estrema irritabilità,   aumento della velocità dei pensieri, saltando da un’idea ad un’altra, facile distraibilità, ridotto bisogno di sonno, fiducia non realistica nelle proprie capacità, bassa capacità di giudizio, aumentato comportamento sessuale, abuso di droghe, specialmente cocaina, alcool e farmaci, comportamento provocatorio, intrusivo o aggressivo. Si parla di episodio maniacale se i sintomi persistono per più di settimana.
Alcuni pazienti che soffrono di disturbo bipolare, inoltre, possono mettere in atto dei tentativi di suicidio. Chiunque stia pensando al suicidio deve rivolgersi immediatamente all’attenzione di un sanitario, preferibilmente un medico psichiatra o uno psicologo. E’ importante ricordare che chi parla di suicidio dovrebbe essere preso seriamente in considerazione. Il rischio per il suicidio è più alto all’inizio della malattia quando ancora il soggetto non ha chiaro di cosa soffra e come affrontare la sofferenza. Quindi prima si riconosce il disturbo bipolare prima si imparerà a gestirlo e a chiedere aiuto nel momento opportuno.

Solitamente le persone che soffrono di disturbo bipolare si rivolgono ad uno specialista (ricordiamo psichiatra o psicologo) quando si sente depresso, omettendo di avere avuto delle fasi di malattia caratterizzate da umore elevato o mania. Per tale ragione è molto opportuno che chi si rivolge ad un professionista per la prima volta e si trovi in una severa fase di depressione possa avvalersi dell’aiuto di un familiare per ricostruire le eventuali varie fasi della malattia (quando il soggetto ha un episodio di mania la diagnosi è estremamente facile).
Alcuni indizi possono essere di aiuto per capire se che si tratta di disturbo bipolare: avere un familiare affetto da disturbo bipolare o da disturbi dell’umore, avere una depressione caratterizzata da sintomi molto gravi come deliri, avere avuto nella propria vita un temperamento sempre molto brillante e una capacità di lavoro straordinaria, con poca suscettibilità alla fatica, prima dell’episodio di depressione.
E’ possibile, anche se molto raramente, porre diagnosi di disturbo bipolare anche in infanzia ed adolescenza: in questi casi è necessaria un’accurata valutazione per distinguere tale condizione dal disturbo da deficit di attenzione ed iperattività, o da altre malattie dell’infanzia.

La ricerca è al lavoro con moltissimi studi. La gran parte della comunità scientifica è concorde per una ipotesi multifattoriale nella genesi della malattia, un’interazione definita dalla combinazione di caratteristiche genetiche (familiarità del disturbo), ambientali e psicologiche.

Le conseguenze sulla vita di una persona che soffre del disturbo possono essere importanti: perdita del lavoro, compromissione delle relazioni interpersonali,  rischio di suicidio. Per questo motivo è importante contribuire ad un’informazione specialistica sul tema, in maniera tale da informare anche i familiari di chi soffre del disturbo ed intervenire prima che le conseguenze si cronicizzino.