Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità

schizotipico

Il Disturbo di Personalità Ossessivo-Compulsivo è una condizione caratterizzata da una preoccupazione costante rispetto alle regole, all’ordine e al controllo. Questo disturbo è diagnosticato solo quando questi comportamenti diventano persistenti e invalidanti. L’individuo che soffre di questo disturbo spesso è sconvolto quando il controllo viene perso, e può ritirarsi emotivamente o arrabbiarsi. La persona con questo disturbo solitamente esprime il proprio affetto in modo altamente controllato o “dosato” e può sentirsi molto a disagio in presenza di altri emotivamente estroversi. Ha spesso difficoltà a esprimere sentimenti come tenerezza, e raramente fa complimenti o congratulazioni.

Le persone che soffrono di Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità sono attenti alle regole e alle procedure per lo svolgimento di molti aspetti della loro vita quotidiana. L’obiettivo di realizzare le cose in modo attento e ordinato a volte si scontra con l’esigenza di perfezione e il desiderio di completare le cose come “da manuale” spesso prevale rispetto alla capacità di portare a termine un compito. Ad esempio, un paziente con questo disturbo era così preoccupato di trovare la lista della spesa che aveva smarrito da perdere molto più tempo di quello che avrebbe impiegato a ri-compilare la lista a memoria. Questo tipo di rigidità si estende in genere ai rapporti interpersonali. Le persone con questo disturbo sono note per essere altamente controllanti e prepotenti verso le altre persone, soprattutto i subalterni. Essi insistono sul fatto che spesso vi è una ed una sola retta via (il loro modo) per piegare la lavanderia, tagliare l’erba, guidare una macchina o scrivere una relazione. Inoltre, essi sono così insistenti sul rispetto delle regole che non possono tenere conto di ciò che molte persone considerano legittime eccezioni. Il loro atteggiamento verso i propri superiori o le autorità di vigilanza si contraddistinguono da eccessiva cortesia ed educazione, al contrario dell’atteggiamento sprezzante che hanno rispetto a coloro che non godono del loro rispetto.
Le persone con questo disturbo spesso hanno difficoltà a rilassarsi, perché sono preoccupate dei dettagli, delle regole, e della produttività. Sono spesso percepiti dagli altri come testardi, avari, ipocriti, e non cooperativi.

I “sintomi” in base ai quali è possibile sospettare di avere un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità sono:

  • ansia;
  • tendenza all’ordine e all’organizzazione attraverso il ricorso a liste, schemi e programmi;
  • attenzione ai dettagli;
  • perfezionismo;
  • senso di colpa quando la persona crede di non avere soddisfatto i propri standard lavorativi o etici, quando crede di essersi comportata in modo irresponsabile o pensa di aver sbagliato o causato danno ad altre persone;
  • difficoltà a portare a termine i compiti o a prendere decisioni;
  • passività;
  • controllo;
  • testardaggine;
  • rigidità;
  • dedizione al lavoro ed alla produttività;
  • coscienziosità, scrupolosità ed inflessibilità in tema di moralità e di etica;
  • incapacità a gettare oggetti;
  • riluttanza a delegare ed a collaborare;
  • avarizia;
  • difficoltà ad esprimere emozioni e stati d’animo.

E ‘abbastanza insolito per le persona che soffrono di questo disturbo che la diagnosi rappresenti il principale motivo per cui il paziente chiede un appuntamento con lo specialista. In molti casi la persona non è consapevole del disagio che la sua testardaggine e rigidità causa alle altre persone, proprio perché questi tratti di solito rappresentano il loro modo di relazionarsi agli altri. Essi sono più propensi a richiedere una consulenza a causa di altri problemi come disturbi d’ansia, o stress connesso con lo stato di salute fisica .
Come si distingue il Disturbo Ossessivo-Compulsivo dal Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità ?
Una persona con ossessioni e compulsioni che sperimenta come estranee e irrazionali ha più probabilità di essere affetta da Disturbo Ossessivo-Compulsivo, mentre la persona che si sente perfettamente a suo agio con i sistemi auto-imposti di regole e procedure estese anche per le normali attività quotidiane, probabilmente soffre del Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità. Inoltre, i pensieri e i comportamenti che si trovano nel primo raramente riguardano le attività quotidiane, al contrario, le persone che soffrono del disturbo di personalità sono preoccupate principalmente di gestire (per quanto in maniera inefficiente) i vari compiti che incontrano nella vita di tutti i giorni.

Un Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità si può diagnosticare se i sintomi del disturbo sono abbastanza gravi da interferire con il funzionamento lavorativo e interpersonale della persona che ne soffre.

Difetti ereditari o congeniti possono svolgere un ruolo rilevante nella strutturazione del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità; allo stesso modo, un temperamento ansioso può notevolmente incidere su tale sindrome.
Un peso importante nell’insorgenza del disturbo può essere assunto, inoltre, da alcunecaratteristiche presenti nella famiglia di queste persone, tra queste le più importanti sembrano essere: poca spontaneità ed espressività emotiva dei genitori; eccessiva indulgenza, elevati standard morali, richieste irrealistiche di maturità e responsabilità; inibizione dell’espressione delle emozioni e del contatto con esse; ipercontrollo ed eccessive richieste di vivere  secondo le aspettative dei genitori; uso di punizioni quando il bambino fuoriesce dagli standard prefissati; desiderio di rendere il figlio autonomo ed attivo, unite ad uno scarso sostegno nell’esplorazione del mondo esterno.

I pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo di personalità presentano una rilevante compromissione della vita lavorativa, relazionale ed affettiva.
Dal punto di vista lavorativo, la tendenza al perfezionismo e all’organizzazione dettagliata delle attività da svolgere interferisce notevolmente con la capacità di portare a termine i compiti programmati e di prendere decisioni. Nello stesso tempo, la riluttanza a delegare ad altri lo svolgimento dei compiti, unitamente all’aspettativa che gli altri aderiscano rigidamente alle proprie regole e metodi, rende la collaborazione e la cooperazione con tali persone estremamente complessa.
Dal punto di vista relazionale, l’eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, porta le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ad escludere le attività di svago e le amicizie; le uniche relazioni sociali che coltivano sono quelle che hanno all’interno di attività che richiedono un’attenta organizzazione e nelle quali viene posta grande enfasi sulla perfetta esecuzione. Allo stesso modo, una rigida adesione alla convenzioni sociali ed un’estrema coscienziosità su questioni di moralità e di etica, porta tali pazienti a stabilire relazioni nelle quali risultano estremamente inflessibili e critici, sia nei confronti di se stessi che degli altri, rispetto al perseguimento dei principi in cui credono fermamente. Infine, la difficoltà ad esprimere emozioni di calore e di premura verso gli altri, unita alla mancanza di generosità, porta tali pazienti a strutturare relazioni interpersonali il più delle volte formali e superficiali.
Dal punto di vista affettivo, la difficoltà delle persone che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ad accedere alle proprie emozioni e stati d’animo, interferisce profondamente con la formazione di relazioni intime e profonde, determinando piuttosto atteggiamenti di controllo interpersonale.
Dal momento che chi soffre di Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità, a differenza delle persone affette da Disturbo Ossessivo-Compulsivo, di solito valuta i propri comportamenti compulsivi come intenzionali, sono maggiormente in grado di accorgersi del cambiamento nell’affrontare un percorso di cura, tanto più che riconoscono pienamente i costi personali e interpersonali della loro malattia.