Sovrappeso e problemi dell’alimentazione: sintomi, terapia e consigli

I veri e propri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, come vengono definiti dal DSM 5, hanno come risultato un alterato consumo del cibo tale da compromettere la salute fisica o il funzionamento psicosociale. Io ho inserito, in aggiunta, il SOVRAPPESO, perché mi occupo da anni delle persone che desiderano dimagrire mantenendo i risultati nel tempo.

SOVRAPPESO: si definisce in sovrappeso una persona che risulta avere più chili rispetto a quella che è definita come fascia di normopeso per la sua statura.

COME ACCORGERSI di avere un problema di sovrappeso? Per avere la certezza di essere sovrappeso occorre calcolare il proprio indice di massa corporea. Può essere calcolato cercando in rete le indicazioni per farlo o, molto più correttamente, recandosi da un nutrizionista o un dietologo che lo farà per voi con maggiore accuratezza.

COME POSSO AIUTARTI se sei in sovrappeso? Insegno alle persone tecniche di tipo emotivo, mentale e comportamentale per fare in modo che venga acquisita l’abilità di perdere peso e per mantenere nel tempo questo risultato. Molto spesso le persone faticano a perdere peso e/o se ci riescono poi tendono a riacquistarlo. Io creo, insieme alle persone che si rivolgo a me, il presupposto perchè questo non avvenga più. Per farlo utilizzo tecniche psicoterapiche, tecniche di coaching, collaborazioni con nutrizionisti/dietologi. Il mio intento è fare in modo che le persone apprendano“l’abilità di essere e restare magri”. I percorsi sono piuttosto brevi e molto pragmatici.

CONSIGLI per il sovrappeso: se hai deciso di perdere i chili in eccesso e stai faticando a perderli fai attenzione a due fattori: la possibilità che tu stia mangiando senza accorgertene svariate calorie in più di quanto dovresti e il fatto di schermarti dietro mille scuse con cui ti “autorizzi a mangiare di più”.

Nel DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA sono presenti le abbuffate con ingestione di quantità enormi di cibo ma non sono presenti comportamenti compensatori come l’uso di lassativi, il vomito autoindotto o i successivi momenti di restrizione alimentare (tipici invece della bulimia). Vi è la sensazione di perdere il controllo durante le abbuffate ovvero di non riuscire a smettere di mangiare.

COME ACCORGERSI di soffrire di disturbo da alimentazione incontrollata? La persona ha episodi in cui ingerisce enormi quantità di cibo (spesso quando si trova sola e non viene vista da amici o familiari) accompagnati dalla sensazione di non riuscire a smettere di mangiare anche volendo. Questi episodi di solito sono fatti in segreto cioè senza essere visti da nessuno e lasciano la sgradevole sensazione di sentirsi inadeguati e colpevoli.

COME POSSO AIUTARTI se soffri di disturbo da alimentazione incontrollata? Il primo punto che viene affrontato in terapia è una profonda assunzione di consapevolezza di avere un problema che spesso viene scambiato per qualcosa di normale o viene liquidato con il termine “fame nervosa”. Fatto questo si lavora per capire quali siano le emozioni o le situazioni che innescano le abbuffate per cercare insime le strategie più utili per contenerle.

CONSIGLI per il disturbo da alimentazione incontrollata: smettete di raccontare a voi stesse che le abbuffate sono solo un eccesso di fame o di gola che vi accade ogni tanto. Il disturbo da alimentazione incontrollata è un disagio psichico e come tale va trattato altrimenti non passa. Quindi chiedete aiuto in modo da uscire prima possibile da questa “sofferenza solitaria”.

Parliamo di ANORESSIA quando è presente una restrizione massiccia dell’alimentazione, la persona vive nella costante preoccupazione di ingrassare e ha una alterata percezione relativa al proprio peso e al proprio corpo. Quasi sempre, quindi, si instaurano comportamenti quali il conteggio ossessivo delle calorie dei cibi o la tendenza a rifiutare alcune categorie di cibi vissuti come “proibiti”. Comportamenti quali il bisogno compulsivo di svolgere attività fisica varie volte a settimana o condotte di espulsione autoindotta (vomito o uso di lassativi) possono essere presenti ma non in tutti i casi.

COME ACCORGERSI di soffire di anoressia? Vi è un forte dimagrimento in tempi brevi e, in alcuni casi, la perdita del ciclo mestruale. Se vi è presenza di il vomito autoindotto spesso è un comportamento svolto in segreto.

COME POSSO AIUTARTI se soffri di anoressia? Il primo aiuto che posso darti è quello di capire con più chiarezza possibile se il tuo problema è affrontabile con interventi ambulatoriali oppure è bene intervenire con un sostegno più massiccio per non mettere a rischio la tua salute. Nel caso in cui sia possibile svolgere una terapia in studio è necessario affiancarsi ad una nutrizionista/dietologa, lavorare per prendere consapevolezza del problema e affrontare pian piano tutti i vissuti difficili legati all’assunzione del cibo e alla paura di ingrassare.

CONSIGLI per l’anoressia: un consiglio per i familiari è di chiedere aiuto tempestivamente senza sentirsi colpevoli di nulla. Per le ragazze: se avete già la consapevolezza di soffrire di questo problema parlatene subito con i vostri genitori perché è un problema da non sottovalutare (anche se le conseguenze più gravi non le avete ancora subite)!

La BULIMIA è caratterizzata da comportamenti di forte controllo rispetto all’assunzione di cibo intervallati da episodi di grandi abbuffate alimentari. Spesso la persona adotta, infatti, forme di compensazione a questi episodi quali vomito autoindotto, uso di lassativi, attività fisica compulsiva, controllo estremo delle calorie assunte.

COME ACCORGERSI di soffrire di bulimia? Mentre nei casi di anoressia nervosa vi è un dimagrimento visibile (spesso in tempi rapidi) nei casi di bulimia non è detto che sia presente un dimagrimento forte, anzi spesso le persone che ne soffrono sono normopeso o, talvolta, in sovrappeso. La persona alterna momenti in cui è estremamente attenta all’alimentazione (sceglie i cibi e le calorie con estrema cura) a momenti in cui ingerisce quantità enormi di cibo. Attenzione perché le abbuffate, così come il vomito autoindotto e l’uso di lassativi, tendono ad essere fatti con grande segretezza (perché vi è un forte senso di vergogna)! In più la bulimia si caratterizza per la sensazione di perdere il controllo durante le abbuffate ovvero di non riuscire a smettere di mangiare.

COME POSSO AIUTARTI se soffri di bulimia? L’intervento terapeutico nel problema della bulimia punta alla riscoperta dell’equiibrio. Si lavora, quindi ,sui comportamenti compensatori che favoriscono le abbuffate e sulla ricerca di strategie utili a contenere gli eccessi alimentari. In più, dato che la persona vive forti emozioni negative legate alla “perdita di controllo” si fa anche un lavoro sulle emozioni (vergogna, senso di colpa). Una parte del percorso è utile che sia dedicata ad un lavoro sull’autostima e sull’accettazione di se stessi.

CONSIGLI per la bulimia: non abbiate l’illusione che con la bulimia “ci si può convivere”. Non è così. Le conseguenze a livello psicologico (riflessi sull’autostima) e fisico (per esempio problematiche ai denti) prima o poi arriveranno per cui è consigliabile liberarsi del problema prima possibile!!

American Psychiatric Association. DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. 2014 – Raffaello Cortina.

Glen O. Gabbard “Psichiatria Psicodinamica” 2015-Raffaello Cortina Editore